Oliena è una meta completa tra natura, cultura e sapori sardi
- Posizione: il paese si trova in Barbagia, a circa 10 chilometri da Nuoro, ai piedi del monte Corrasi.
- Da vedere: centro storico, chiese, valle di Lanaitho, sorgente di Su Gologone e siti archeologici.
- Escursioni: il Supramonte è ideale per trekking, arrampicata e speleologia, ma alcuni percorsi richiedono una guida.
- Enogastronomia: il Nepente, variante locale del Cannonau, accompagna formaggi, pane carasau, pasta fresca e porcetto.
- Durata consigliata: almeno una giornata piena, meglio due o tre per esplorare con calma anche i dintorni.
Oliena tra Barbagia e Supramonte
Oliena si trova nella Sardegna centro-orientale, ai piedi del monte Corrasi, una delle cime più riconoscibili del Supramonte. Da qui Nuoro dista circa 10 chilometri, mentre la costa del Golfo di Orosei è raggiungibile con un tragitto più lungo, generalmente di circa un’ora e mezza in automobile, a seconda della destinazione.Il paese ha un carattere diverso da quello delle località costiere. Le case chiare, i vicoli, i cortili interni e le montagne sullo sfondo raccontano una Sardegna pastorale e agricola, ancora molto legata alle proprie comunità. Io la consiglierei soprattutto a chi desidera un viaggio fatto di esperienze locali, non soltanto di panorami da fotografare.
Il Supramonte non è una semplice collina da attraversare in auto. È un ambiente carsico con gole, grotte, altopiani e pareti calcaree, dove l’orientamento può diventare difficile e il terreno cambia rapidamente. Questa caratteristica crea paesaggi spettacolari, ma richiede rispetto e una preparazione adeguata.
Cosa vedere nel centro storico
La visita può cominciare dal centro di Oliena, esplorando lentamente le strade più antiche. Il borgo conserva numerose chiese, tra cui la parrocchiale di Sant’Ignazio di Loyola, Santa Croce, l’antica Santa Maria e San Francesco, legata alla tradizionale processione pasquale de S’Incontru.
Non visiterei il paese di fretta. Il suo fascino emerge nei dettagli meno appariscenti, come i portali, le scale esterne, i pergolati e le piccole corti che si aprono dietro le facciate. Una passeggiata di due o tre ore è sufficiente per assaporare l’atmosfera del borgo, ma conviene lasciare spazio a soste improvvisate nelle botteghe e nei locali.
Artigianato e tradizioni
Oliena è conosciuta per la lavorazione dei tessuti, i ricami, la pelle, il legno e la ceramica. Gli oggetti artigianali hanno un valore maggiore quando si conosce la storia che li accompagna, perciò preferisco acquistare direttamente dai laboratori locali invece di scegliere souvenir anonimi.
Un momento particolarmente interessante è Cortes Apertas, manifestazione durante la quale le antiche case del paese vengono aperte ai visitatori. L’evento offre l’occasione di vedere da vicino lavorazioni, prodotti agricoli, dolci, pane e vini, anche se le date e il programma vanno verificati prima della partenza.
Le feste religiose hanno un ruolo altrettanto importante. La Settimana Santa e la festa di San Lussorio, celebrata tradizionalmente ad agosto, permettono di osservare costumi, processioni e riti che non sono costruiti soltanto per i turisti, ma fanno parte della vita della comunità.

Il Supramonte da vivere con il giusto livello di preparazione
La natura è il motivo principale per cui molti viaggiatori scelgono Oliena. Le escursioni conducono verso il monte Corrasi, la valle di Lanaitho, le grotte del territorio e i sentieri che collegano paesaggi rocciosi, lecci e antichi passaggi pastorali.
Valle di Lanaitho e sito di Tiscali
La valle di Lanaitho concentra alcuni dei luoghi più importanti del territorio. Qui si trovano ambienti carsici, grotte e testimonianze archeologiche che documentano una presenza umana molto antica. Il villaggio nuragico di Sa Sedda ’e sos Carros e la grotta Corbeddu mostrano quanto la valle sia stata abitata e utilizzata nel corso dei millenni.
Da quest’area si può raggiungere anche il sito di Tiscali, famoso per il villaggio costruito all’interno di una grande cavità naturale. L’escursione non va considerata una passeggiata breve e banale: il percorso può richiedere diverse ore, presenta tratti accidentati e va affrontato con scarpe da trekking, acqua e condizioni meteorologiche favorevoli.
Monte Corrasi e percorsi più impegnativi
Il monte Corrasi è adatto a escursionisti esperti, soprattutto quando si affrontano dislivelli, roccia esposta o tratti privi di segnaletica continua. Chi non conosce il Supramonte dovrebbe affidarsi a una guida ambientale o a un accompagnatore locale, perché il GPS del telefono non sostituisce la conoscenza del terreno.
La mia regola è semplice: per un itinerario panoramico scelgo un percorso verificato e parto presto; per grotte, gole o cime più isolate prenoto una guida. In estate il caldo può diventare severo, mentre in caso di pioggia la roccia calcarea diventa scivolosa e alcuni passaggi possono essere sconsigliati.
Su Gologone per una visita più rilassata
La sorgente di Su Gologone è una scelta più accessibile per chi vuole inserire la natura nel programma senza affrontare un trekking lungo. L’acqua emerge ai piedi del Supramonte in un ambiente verde e suggestivo, adatto a una sosta di qualche ora.
È una tappa che funziona bene anche per famiglie o viaggiatori con poco tempo. Non offre però la stessa esperienza selvaggia di un’escursione in quota, quindi la considererei un complemento alla visita, non un sostituto delle montagne.
Il Nepente e la cucina che racconta il territorio
Il vino più famoso del paese è il Nepente di Oliena, una denominazione legata al Cannonau prodotto nell’area locale. Il suo carattere dipende dall’interazione tra vitigno, suoli calcarei, clima e tradizione: non è soltanto un vino da comprare, ma uno dei modi migliori per comprendere il paesaggio agricolo olianese.
Il riferimento letterario più noto è Gabriele D’Annunzio, che contribuì a rendere celebre il Nepente con le sue parole. Oggi il vino si può incontrare nelle cantine, nei ristoranti e durante eventi dedicati all’enogastronomia, ma consiglio di chiedere una degustazione guidata per distinguere le diverse interpretazioni del Cannonau locale.
A tavola si incontrano pane carasau, pasta fatta a mano, formaggi, olio, salumi, porcetto e agnello. I dolci a base di mandorle e miele chiudono spesso il pasto, mentre il Nepente accompagna bene le preparazioni più saporite e strutturate.
Un errore frequente è cercare un ristorante con una carta internazionale molto ampia. A Oliena sceglierei piuttosto un locale che valorizza ingredienti del territorio, anche con un menu più breve. La cucina barbaricina dà il meglio quando resta concreta, stagionale e senza inutili elaborazioni.
Quando andare e come organizzare il soggiorno
La primavera e l’autunno sono i periodi più equilibrati per visitare Oliena. Le temperature rendono più piacevoli le escursioni e il paesaggio cambia sensibilmente tra fioriture, colori autunnali e attività agricole. L’estate è interessante per eventi e serate all’aperto, ma per camminare bisogna evitare le ore centrali.
| Periodo | Perché sceglierlo | A cosa fare attenzione |
|---|---|---|
| Primavera | Clima adatto al trekking e natura verde | Possibili giornate piovose e sentieri umidi |
| Estate | Eventi, feste e giornate lunghe | Caldo intenso sui percorsi esposti |
| Autunno | Vendemmia, cucina stagionale e temperature gradevoli | Orari ridotti per alcune attività |
| Inverno | Atmosfera tranquilla e autenticità del borgo | Freddo in montagna e meteo variabile |
Per muoversi consiglio l’automobile, soprattutto se si vogliono raggiungere Lanaitho, Su Gologone o altri punti del Supramonte. I collegamenti pubblici possono essere utili per arrivare nei centri principali, ma risultano meno comodi per combinare borgo, cantine e sentieri nella stessa giornata.
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Un itinerario pratico di due giorni
- Primo giorno: visita del centro storico, chiese, botteghe artigiane e pranzo con specialità locali.
- Pomeriggio: degustazione di Nepente presso una cantina, su prenotazione.
- Secondo giorno: escursione nella valle di Lanaitho oppure visita a Su Gologone per un programma più tranquillo.
- Serata: cena tradizionale e passeggiata nel paese, che dopo il tramonto assume un’atmosfera molto più silenziosa.
Prima di partire controllerei sempre accessibilità dei siti, condizioni dei sentieri, disponibilità delle guide e orari delle cantine. Le distanze sulla carta sembrano brevi, ma sulle strade interne i tempi possono allungarsi e molte esperienze richiedono prenotazione.
Perché inserire Oliena in un viaggio in Sardegna
Oliena non è la destinazione giusta per chi cerca soltanto spiagge e servizi aperti fino a tarda notte. È invece una scelta eccellente per chi vuole unire montagna, storia, vino e cultura locale in un ambiente ancora profondamente identitario.
Io la inserirei in un itinerario più ampio della Sardegna centro-orientale, dedicandole almeno una giornata piena e preferibilmente due notti. Il modo migliore per viverla è alternare un’escursione, una visita culturale e un’esperienza a tavola, lasciando qualche ora libera per scoprire il paese senza programma.