Arrivare a Matera al mattino e ripartire la sera può sembrare una corsa contro il tempo, ma con un percorso ben calibrato si riescono a vivere i Sassi, entrare in una casa-grotta, ammirare una chiesa rupestre e assaggiare la cucina lucana. Ho raccolto un itinerario a piedi, con tempi realistici, alternative per chi arriva in auto o in treno e qualche accorgimento per non trasformare la giornata in una maratona.
Il modo migliore per scoprire Matera in una sola giornata
- Durata ideale dalle 8 alle 10 ore, contando pause e visite interne.
- Percorso consigliato centro storico, Sasso Barisano, Sasso Caveoso e belvedere sulla Gravina.
- Distanza indicativa circa 6-8 km, spesso su scalinate, salite e pavimentazione irregolare.
- Visite da prenotare casa-grotta, chiese rupestri e tour guidati nei periodi affollati.
- Momento migliore mattina presto per camminare con più calma e tramonto per il panorama.

Come visitare Matera in un giorno senza correre
La mia scelta è concentrarmi sui Sassi e sul centro storico, lasciando fuori le escursioni più lunghe nei dintorni. Matera è compatta sulla mappa, ma il dislivello inganna: tra vicoli, scale e affacci panoramici si cammina più di quanto sembri.
Per una giornata completa metterei in conto 6-8 ore effettive di visita. Il percorso può iniziare da piazza Vittorio Veneto, attraversare il Sasso Barisano, raggiungere il Sasso Caveoso e concludersi davanti alla Gravina, quando la luce rende la pietra particolarmente suggestiva.
| Orario indicativo | Tappa | Tempo consigliato |
|---|---|---|
| 8:30 | Piazza Vittorio Veneto e centro storico | 45-60 minuti |
| 9:30 | Sasso Barisano e casa-grotta | 2-2,5 ore |
| 12:30 | Pranzo lucano | 60-90 minuti |
| 14:00 | Sasso Caveoso e chiese rupestri | 2-2,5 ore |
| 17:00 | Belvedere e passeggiata finale | 1-2 ore |
Non cercherei di visitare tutti i musei in una sola volta. Matera dà il meglio quando si alternano una visita culturale ben scelta, camminate lente e soste per osservare il paesaggio.
La mattina tra piazze, cisterna e Sasso Barisano
Partirei da piazza Vittorio Veneto, un punto comodo per orientarsi e capire subito la struttura della città. Dalla piazza si possono vedere i Sassi dall’alto e, se aperto, visitare il Palombaro Lungo, una grande cisterna sotterranea scavata nella roccia. La visita dura in genere meno di un’ora, ma aiuta a comprendere come l’acqua piovana fosse raccolta e distribuita nell’antico abitato.
Da qui proseguirei verso la chiesa di San Giovanni Battista, nel Sasso Barisano. Le sue forme romaniche sono molto diverse dagli ambienti rupestri che si incontreranno più avanti, ed è proprio questo contrasto a rendere interessante il primo tratto del percorso.
La passeggiata continua tra via San Pietro Barisano, vicoli e terrazze naturali. Una casa-grotta è quasi indispensabile per dare un significato concreto al panorama. Non si entra semplicemente in una stanza scavata nel tufo: si vede come viveva una famiglia, dove dormivano le persone, come venivano tenuti gli animali e quanto fosse limitato lo spazio quotidiano.
Casa-grotta o museo
Con una sola giornata sceglierei una casa-grotta ben allestita invece di accumulare più piccoli ingressi. Le ricostruzioni sono simili nel tema, ma cambiano per qualità degli arredi, spiegazioni e durata. Una visita di 30-45 minuti è sufficiente per capire la storia abitativa dei Sassi senza sottrarre troppo tempo alla passeggiata.
Chi preferisce l’arte contemporanea può sostituire la casa-grotta con il MUSMA o con un altro spazio espositivo nei Sassi. È una scelta sensata in caso di pioggia, mentre nelle giornate limpide io darei priorità agli affacci e alle chiese rupestri.
Il pomeriggio nel Sasso Caveoso e davanti alla Gravina
Dopo pranzo raggiungerei il Sasso Caveoso, più aperto verso il canyon e generalmente più scenografico. Piazza San Pietro Caveoso è una delle tappe più riconoscibili, soprattutto per la posizione della chiesa sul margine della Gravina e per la vista sulle pareti rocciose.
Da lì si può salire verso Santa Maria de Idris, una chiesa rupestre ricavata nel masso del Monterrone. L’interno è raccolto e irregolare, con ambienti scavati nella roccia e tracce di affreschi. Il pavimento e l’accesso possono essere impegnativi, quindi porterei scarpe con buona aderenza e non le classiche calzature estive lisce.
Un’altra possibilità è visitare una seconda casa-grotta oppure fermarsi nei punti panoramici di via Madonna delle Virtù. Io preferisco non riempire ogni minuto: la vista sulla Gravina è parte della visita, non un semplice intervallo tra due monumenti.
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Vale la pena attraversare la Gravina?
Il belvedere di Murgia Timone offre una prospettiva memorabile sui Sassi, ma il trekking dal centro può occupare diverse ore tra discesa, attraversamento e risalita. In una giornata soltanto lo inserirei come variante, raggiungendo il punto panoramico con un servizio autorizzato o con un’auto, quando disponibile.
Il sentiero completo è adatto soprattutto a chi ama camminare e arriva presto. In estate eviterei le ore centrali, perché il sole sulla roccia e la mancanza di ombra rendono il percorso più faticoso. Per molte persone è più equilibrato ammirare la Gravina da un belvedere e dedicare il tempo restante al centro storico.
Le pause che rendono piacevole l’itinerario
Il pranzo non dovrebbe essere una sosta casuale presa nel primo locale libero. Cercherei piatti semplici della tradizione, come pane di Matera, focaccia, pasta fresca, legumi e verdure di stagione. La cucina locale è saporita e concreta, quindi un pranzo troppo abbondante può pesare nella seconda parte della camminata.
Per un pasto completo calcolerei indicativamente 20-35 euro a persona, mentre un pranzo rapido con focaccia o prodotti da forno può restare tra 8 e 15 euro. I prezzi cambiano in base alla posizione, al servizio e alla stagione, soprattutto nei ristoranti con terrazza sui Sassi.
Una pausa caffè o gelato nel centro moderno è utile anche per recuperare energie e usare i servizi igienici, non sempre facili da trovare nei vicoli. Alla sera sceglierei una cena leggera a base di prodotti lucani, lasciando spazio a una passeggiata finale con i Sassi illuminati.
Come organizzarsi tra parcheggi, biglietti e scarpe adatte
Matera si visita soprattutto a piedi. Il centro dei Sassi è in gran parte pedonale e l’auto, una volta arrivati, diventa più un ingombro che un vantaggio. Chi guida dovrebbe cercare un parcheggio esterno alla zona storica e controllare con attenzione eventuali ZTL e limiti di accesso, che possono variare in base alle strade e agli orari.
Chi arriva da Bari o da altre città pugliesi deve considerare il tempo del collegamento fino a Matera e non fissare l’inizio dell’itinerario troppo presto senza aver verificato gli orari del giorno. Per una gita in giornata, arrivare entro le 9 consente di visitare almeno un sito interno prima dell’affollamento.
- Indossare scarpe da trekking leggere o da ginnastica con suola antiscivolo.
- Portare almeno mezzo litro d’acqua a persona, di più nei mesi caldi.
- Prenotare in anticipo le visite guidate nei fine settimana e nei periodi festivi.
- Lasciare un margine di 30-45 minuti per ritardi, code o deviazioni.
- Controllare gli orari delle chiese e dei musei il giorno precedente, perché possono cambiare per celebrazioni o lavori.
Una guida locale di due o tre ore può costare indicativamente 15-30 euro a persona, a seconda del gruppo e del tipo di tour. Per la prima visita la considero una spesa utile: senza spiegazioni, il rischio è vedere solo facciate suggestive e perdere il legame tra acqua, abitazioni, chiese rupestri e vita contadina.
Un’unica giornata può bastare, se si scelgono le priorità giuste
Il percorso più equilibrato parte da piazza Vittorio Veneto, attraversa il Sasso Barisano, comprende una casa-grotta, continua nel Sasso Caveoso e termina con la vista sulla Gravina. In totale, tra ingressi, pranzo e spostamenti, prevederei un budget di circa 45-80 euro a persona, esclusi viaggio e pernottamento.
La cosa che spesso sorprende è che Matera non si ricorda per il numero di monumenti spuntati da una lista, ma per il modo in cui la città cambia con la luce. Per questo terrei libero almeno l’ultimo tratto della giornata: una terrazza, un vicolo tranquillo e qualche minuto senza macchina fotografica possono diventare il ricordo più forte dell’intera visita.